Romea Strata, un percorso che è possibile affrontare a piedi o in bicicletta, è un progetto nato dalla Fondazione Homo Viator – San Teobaldo, della diocesi di Vicenza, la quale ha poi coinvolto tantissime altre realtà. Abbiamo poi costituito l’Associazione Europea Romea Strata, di cui fa parte anche la Fondazione Campana dei Caduti. Abbiamo in totale 60 soci che si disseminano lungo tutto il percorso. Il tracciato è di 4.044 chilometri, dal Mar Baltico fino a Roma. Si chiama Romea Strata perché il percorso è iniziato già nel 1600 a.C., quando su questo percorso transitava l’ambra, che arrivava fino a Metaponto in Basilicata, per poi essere portata in Egitto (perché secondo gli egiziani l’ambra, essendo gialla, racchiudeva i raggi del sole). Poi è diventata anche la via del sale, del ferro, e della conoscenza, basti pensare alla scienza astronomica e astrologica, che è passata da lì con Copernico, Keplero, Galileo Galilei e altri studiosi. Su questo percorso si sono stratificati nel tempo tanti passaggi, tanti elementi, tanti saperi, da qui il gioco di parole “Romea Strata”.
Siamo partiti una quindicina di anni fa, abbiamo lavorato molto, fino ad arrivare a giugno scorso, quando siamo stati riconosciuti dal Consiglio d’Europa come Itinerario Culturale Europeo: in tutto gli itinerari a piedi riconosciuti sono solamente cinque. È quindi un riconoscimento importantissimo. Sulla Romea Strata camminano già diverse persone, e siamo l’unica realtà che ha anche costituito l’accoglienza a Roma. C’è il detto che dice che “a Roma si trova tanta fede, perché ce ne sono tanti che la perdono”. Abbiamo per questo realizzato il servizio di assistenza grazie a 200 volontari formati (provenienti da tutto il mondo) che in Piazza San Pietro accolgono i pellegrini che arrivano a piedi o in bicicletta. I pellegrini sono commossi dalla presenza della nostra accoglienza, prima non c’era nulla di simile. Tutti si stupiscono che noi, da Vicenza, abbiamo organizzato 200 volontari presenti ogni giorno in Piazza San Pietro.
Ma perché Rovereto, cosa c’entra? Il percorso principale della Romea Strata non tocca il Trentino, passando per Venezia e per Padova. Ma la Romea Strata ha una lunga serie di diramazioni; basti pensare al fatto che il Nord Est italiano nel Medioevo è stato un grande crocevia di pellegrini, di mercanti, di studiosi, di persone in movimento, che arrivati qui decidevano se andare verso Gerusalemme (verso il passato, verso le radici della fede) o se andare verso Roma (verso la contemporaneità, con limiti, peccati e contraddizioni, ma anche con il Papa) o verso Santiago de Compostela (dove finiva fisicamente la Terra e metaforicamente la storia). Per questo abbiamo varie diramazioni, una si muove lungo la Valsugana, l’altra verso Gorizia; e abbiamo diverse diramazioni per essere fedeli a quella che è stata la realtà storica dei cammini dei pellegrini. Questo è un itinerario di cultura e di fede; questo è molto importante perché in assenza di cultura la fede diventa solo una morale, anzi una proposta moralistica.
Tra gli obiettivi del futuro vogliamo capire precisamente il percorso fatto da Copernico dal Mar Baltico per raggiungere Roma, nel 1500. Vorremmo poi capire qual è stato il percorso di un capo vichingo cristianizzato che ha raggiunto Roma da Riga; il nostro comitato scientifico è impegnato su progetti di questo tipo. Vogliamo poi sostenere maggiormente le realtà che sono negli altri Stati, lavorando particolarmente sulla comunicazione e sulla promozione. Vorremmo inoltre valorizzare maggiormente il percorso che da Resia arriva qui a Rovereto – dove c’è già la cartellonistica – per poi superare il vicentino e arrivare nel percorso principale.
La Romea Strata passa su quella che era la cortina di ferro, ovvero sulla divisione tra NATO e Patto di Varsavia: è una cerniera tra mondi. Come diceva il grande poeta russo Vjaceslav Ivanov, in esilio a Roma, l’Europa, se vuole vivere nella pace e valorizzare la diversità come ricchezza deve respirare con entrambi i suoi polmoni. Il polmone di Occidente e quello di Oriente.