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XXVI BITM: Alessandro Zorer spiega il progetto del monitoraggio delle api

Categoria: Tutela del territorio

Anno: 2025

XXVI BITM: Alessandro Zorer spiega il progetto del monitoraggio delle api

Relatore: Alessandro Zorer | Consigliere delegato di Melixa

Tag associati: SostenibilitàSviluppo economicoIdentitàCambiamenti climatici


Il nostro è un progetto partito all’inizio di quest’anno che unisce tecnologia, tradizione e luoghi. Siamo nella Valle del Vanoi, una nicchia nella nicchia. Il progetto si fonda sull’apicoltura, di qui tutti conosciamo il prodotto, il miele; conosciamo invece meno la capacità delle api di essere un sensore di biomonitoraggio del territorio, quindi di raccogliere il polline dai fiori presenti attorno all’alveare, polline che può essere analizzato per carpire informazioni sulla biodiversità, la qualità e la salubrità del territorio. Raccogliamo dati in continuazione, dati che ci dicono qual è la salute delle api, qual è la forza delle famiglie, indici della salubrità dell’ambiente in cui vivono; combinando queste informazioni con l’analisi del polline abbiamo una mappatura importante. 

Per questo motivo il progetto è chiamato “Le api sentinelle del Vanoi”, perché sono delle sentinelle della qualità ambientale. Il progetto ha tanti aspetti: ci sono certamente gli aspetti ambientali che sono evidenti, ma anche quelli sociali, spaziando dal distretto Vanoi, che ha lanciato il progetto, all’Ecomuseo, fino al caseificio. Riuscire ad avere queste sentinelle che ci dicono qual è la qualità del foraggio ci aiuta infatti a comunicare la qualità del latte, la qualità del formaggio. È un progetto sociale per la comunità, ma è anche un progetto economico, perché la produzione di miele spesso è un elemento integrativo del reddito delle famiglie.

Il turismo in un luogo di questo tipo è anche richiamo alle tradizioni, come quella della smielatura, come anche quella dell’allevamento dei bovini in quota, nelle malghe, sapendo che siamo nell’ambito del Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino. Il nostro è un contesto molto delicato, anche per via dello spopolamento, e l’innesto di questa iniziativa può aiutare in tal senso, per via del sostegno al reddito familiare. 
L’idea è proprio di raccogliere dati, sapendo peraltro che è su questi che si basa l’intelligenza artificiale: avere queste postazioni che raccolgono dati negli anni ci permetterà di capire come cambia il territorio, come evolve. Stiamo portando avanti anche delle stazioni didattiche nei luoghi dei partner, in primis all’Ecomuseo, anche per fare storytelling, per promuovere, per fare cultura. 
Abbiamo in tutto cinque postazioni – che sono state installate questa primavera – che raccolgono dati, in varie frazioni e a diverse altitudini: una cartellonistica indica queste postazioni, e sono stati organizzati degli eventi correlati, come per esempio un trekking per scoprire i luoghi in cui le api vanno a raccogliere il polline che poi si trasforma nel miele che mangiamo. 

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