I nostri ragazzi sono fortunatissimi, hanno delle opportunità che io semplicemente non avrei potuto immaginare. L’evoluzione che c’è stata in questi 30 anni è indescrivibile. Però è straordinariamente pericolosa, perché non ci si rende conto del valore dell’esperienza, del valore del ricordo, non ci si rende conto che ciò che è uno strumento potentissimo nelle nostre mani è anche un boomerang per lo sviluppo futuro. Porto spesso l’esempio di un amico che è un istruttore per piloti di jet, e che racconta di una procedura banalissima da seguire nel caso di incendio a bordo; è intuitivo, devi prima spegnere il motore e poi interrompere il carburante, e poi avviare la procedura di spegnimento. Il mio amico dice però che è sempre più difficile far imparare ai giovani questa sequenza, perché i giovani non sfruttano il loro cervello, non alimentano la loro memoria, perché le procedure sono ormai affidate alla tecnologia. I giovani hanno perso il gusto di risolvere i problemi in autonomia.
Qualsiasi tipo di percorso necessita di un allenamento; lo studente si allena sui banchi di scuola, ed è quindi adesso che i giovani possono allenarsi e costruire il proprio futuro; devono imparare a cogliere questi strumenti tecnologici, ma devono sfruttarli in modo adeguato. Noi come Camera di Commercio non possiamo che apprezzare la circolarità di un’economia e l’importanza di ogni elemento al suo interno, e quindi i ruoli di ogni attore, dall’artigiano all’agricoltore, per arrivare al settore turistico, così da riuscire a valorizzare il mondo che ci circonda, che ci è stato donato, e che abbiamo il dovere di valorizzare a nostra volta e di trasmetterlo ai nostri figli.