C’è necessità di rendere attrattivo il lavoro nel settore, quindi una premessa è doverosa: stiamo assistendo a un fenomeno molto diffuso, deleterio, quello di un proliferare di contrattazione collettiva al ribasso. Questo è sicuramente un elemento che non rende attrattivi i nostri settori, perché è proprio nel terziario e nel turismo che si sta sviluppando questa contrattazione collettiva che genera minori tutele e guadagni nettamente inferiori; e che, tra l’altro, priva i lavoratori di quegli strumenti del welfare contrattuale, dell’assistenza sanitaria integrativa, che comunque offrono prestazioni importanti, fondamentali soprattutto in un momento di difficoltà della sanità pubblica.
Il lavoro che stiamo facendo come Confesercenti e che sta facendo la bilateralità nazionale è volto a contrastare questo fenomeno, citato peraltro di recente dal Presidente della Repubblica Mattarella. Il dumping contrattuale produce concorrenza sleale tra le imprese e lavoro povero, andando a ingenerare anche un meccanismo di negazione della rete di welfare che la contrattazione di qualità invece produce. Tutte le organizzazioni datoriali hanno scritto una nota al ministro del lavoro proprio per evidenziare questo tema, poiché nell’ambito della legge sugli appalti è stato introdotto il principio dell’equivalenza, e siamo ancora in attesa del decreto che determini gli elementi dell’equivalenza contrattuale. Quindi in questa nota firmata da tutte le maggiori organizzazioni datoriali evidenziamo come sia necessario porre al primo posto il tema del welfare contrattuale, quindi dell’assistenza sanitaria collettiva e del sistema bilaterale.
Andando sul tema che mi è stato assegnato, entrerò nel merito dei due contratti collettivi principali che Confesercenti sigla, che sono il contratto collettivo del terziario con codice alfanumerico CNEL INPS H012 e il contratto collettivo turismo codice CNEL INPS H058. Non cito i codici a caso: farlo è importante perché dall’attribuzione, come i consulenti del lavoro ben sanno, discende una lunga serie di istituti e di elementi. E quindi è importante che il codice contratto venga riportato correttamente anche nella lettera di assunzione; stimiamo infatti che ci sia anche una fuga verso le condizioni peggiori dei contratti pirata al di là del codice del contratto che viene comunicato all’INPS.
I nostri due contratti sono stati rinnovati entrambi nel 2024, dopo tavoli molto lunghi e complessi: il vicepresidente di ASTER Gennaro Strazullo, che interverrà dopo di me, ha partecipato alle trattative e quindi sicuramente illustrerà la fatica di questo percorso. In particolare, il contratto del terziario era scaduto già da dicembre 2019 e la trattativa è stata molto complessa. Il primo step è stato l’accordo straordinario siglato a dicembre 2022, che ha previsto l’erogazione di una prima tranche di aumento contrattuale al quarto livello di 30 euro e una tantum di 350 euro, erogata in due tranche a gennaio 2023 e a marzo 2023. Questo ha scatenato tanti dubbi interpretativi sugli assorbimenti, che poi abbiamo chiarito con le organizzazioni sindacali in un accordo successivo alla firma del rinnovo contrattuale del 22 marzo 2024.
Il contratto del turismo, siglato il 22 luglio del 2024, ha una peculiarità: copre tutti i settori produttivi del turismo. È trasversale, va dalla ristorazione collettiva ai pubblici esercizi, agli alberghi, ai campeggi, alle agenzie di viaggio e agli stabilimenti balneari; abbiamo sempre tenuto ferma la necessità di un contratto unico per il turismo per le piccole e medie imprese, seppure con delle differenze legate alle caratteristiche dei diversi settori. Il rinnovo unico prevede una scadenza unica del contratto del turismo a dicembre 2027.
Prima di entrare nel merito delle novità dei due contratti, vorrei fare un focus su quello che è il sistema di welfare comune sia al contratto collettivo del terziario che al contratto collettivo del turismo. La bilateralità che fa capo ai nostri due contratti collettivi si articola in vari enti. In primis l’ente di assistenza sanitaria integrativa, l’ente Aster, che prevede diverse modalità di adesione, che possono essere gestite direttamente o dall’impresa o dal consulente del lavoro, con la possibilità di versamento attraverso l’F24 introducendo il codice 1AST e la possibilità anche di caricare in vario modo dei file.
I rinnovi contrattuali hanno puntato molto sull’assistenza sanitaria integrativa, tant’è che una parte del salario, quindi 3 euro (per il terziario da aprile 2025, per il turismo il via sarà a gennaio 2027) è stata dedicata proprio al sostegno del fondo di assistenza sanitaria integrativa per il mantenimento delle prestazioni. Il fondo opera quindi in una doppia modalità: c’è un pacchetto di prestazioni che vengono erogate direttamente dal fondo Aster (pacchetto maternità, rimborso dei ticket sanitari, assistenza alla persona iscritta non autosufficiente, assistenza ai familiari per cui il lavoratore ha la legge 104 non autosufficienti, rimborso delle lenti da vista, vaccini vari e uno scoperto per interventi chirurgici). È previsto anche un contributo economico per le protesi, per le parrucche nel caso di malattia oncologica e, dal primo di novembre di quest’anno, anche il rimborso delle lenti da vista per i minori a carico.
Ci sono poi delle misure previste dal fondo sanitario che vengono erogate attraverso la rete di UniSalute, dalle visite specialistiche alla diagnostica, fino ai ricoveri. Misure anche coerenti con il decreto Sacconi, che quindi consentono di accedere a una fiscalità di vantaggio. Ci sono anche un pacchetto importante legato alla prevenzione così come richiesto dal Ministero della Salute, per accedere ai benefici di natura fiscale, e un pacchetto riservato alle prestazioni odontoiatriche.
Si tratta di un fondo solido, con quasi 70.000 lavoratori iscritti, che nel solo 2025 ha erogato più di 5 milioni di euro di prestazioni. Ha avuto anche un ruolo importante durante il Covid, supportando i lavoratori con delle misure dell’indennità sia nel caso di malattia che di ricovero.
Passando poi agli altri istituti del sistema bilaterale, il nostro contratto collettivo fa riferimento per la formazione continua al fondo aperto FonTer; lo 0,30% destinato all’INPS per la disoccupazione può essere riservato anche a FonTer, per i lavoratori di qualsiasi settore produttivo. Per la previdenza complementare il fondo di riferimento invece è FonTe. Il vantaggio della previdenza complementare, soprattutto per le nuove generazioni, è che la contrattazione collettiva prevede comunque una quota aggiuntiva.
Faccio ora una piccola digressione proprio su quelli che sono i contratti dumping, chiamati anche contratti pirata. Questi contratti raccolgono risorse per la bilateralità, che, sebbene dreni risorse dalle imprese e dai lavoratori, non eroga nessuna prestazione (per questo a tale proposito si parla di una bilateralità senza citofono).
Quindi, proprio per questo motivo, il sistema della bilateralità del welfare sanitario costituisce l’elemento qualificante della buona contrattazione collettiva. Chi promuove il sistema bilaterale senza citofono fa una sorta di porta a porta tra le imprese per cambiare contratto collettivo, rimarcando i supposti risparmi. Questa dinamica, oltre a poter essere foriera di contenziosi, è deleteria per tutto il sistema paese, soprattutto per quelle realtà di eccellenza dove il turismo è fiorente, dove maestranze e lavoratori spesso non si trovano. È quindi importante applicare i contratti collettivi che hanno una loro dignità, una loro etica, per attrarre anche le nuove generazioni in settori che sono sempre in deficit di lavoratori.
Chiuso il capitolo bilateralità, propongo una sintesi delle principali novità dei rinnovi contrattuali del 2024. Ma prima a questo proposito voglio aprire una parentesi: stiamo portando avanti un’iniziativa, anche con le organizzazioni sindacali, rispetto alla legge di bilancio, che prevede una importante misura di detassazione degli aumenti contrattuali per i contratti collettivi rinnovati nel 2026. Con un emendamento presentato da Confesercenti puntiamo a estendere la detassazione degli aumenti contrattuali anche agli accordi di rinnovo siglati nel 2024 e che hanno tranche di erogazione di aumenti salariali nel 2026. Questo perché noi avremo delle tranche sia per il terziario, sia per il turismo, e di conseguenza rimarrebbero esclusi da questo beneficio più di 5 milioni di lavoratori.
Per quanto riguarda le novità contrattuali: il percorso negoziale del terziario ha avuto come anticipato varie fasi. L’accordo straordinario del 22 dicembre 2022, l’accordo di rinnovo vero e proprio del 22 marzo 2024 e l’accordo integrativo del 28 marzo 2024. Il contratto collettivo siglato a marzo 2022 scadrà a marzo 2027. Questo accordo di rinnovo è intervenuto sulla sfera di applicazione del contratto, andando ad ampliarla, quindi andando ad includere tutta l’area del marketing operativo, del commercio dei prodotti di parafarmacia, dei centri di assistenza fiscale e di tutto il mondo del noleggio e di vendita dei prodotti software. La classificazione è stata rivista, ampliata, con un occhio alle nuove figure professionali. Un capitolo importante è stato riservato alle pari opportunità, ai congedi per le donne vittime di violenza e ai congedi parentali, andando a ridurre di 5 giorni il preavviso.
Altro tema importante è la produzione dell’indennità di vacanza contrattuale. Il dibattito sui tempi di rinnovo dei contratti collettivi è molto acceso; il contratto collettivo ha assunto una posizione di responsabilità, prevedendo l’erogazione di un elemento economico pari al 30% dell’IPCA previsionale dell’anno corrente nel caso di mancato rinnovo del contratto collettivo, dopo 6 mesi dalla scadenza oppure dalla presentazione della piattaforma, se successiva alla scadenza del contratto. La clausola introdotta, comunque, non potrà essere applicata prima del 1° ottobre del 2027; anche in questo caso, l’importo che verrà anticipato sui futuri aumenti contrattuali sarà assorbibile con le somme erogate in acconto o anticipazione sui futuri aumenti contrattuali dopo il 31 marzo 2027, che è il periodo di scadenza del contratto collettivo.
Mi soffermo prevalentemente sul contratto a termine, che è stato un po’ il cuore della trattativa. La novità è rappresentata dall’introduzione di nuove causali nazionali per la posizione di un termine al contratto individuale di lavoro, sempre non superiore a 24 mesi. C’è stato un lavoro molto serrato delle organizzazioni sindacali per andare a definire tali causali a livello nazionale, che vanno dai saldi alle ferie, alle festività natalizie, alle festività pasquali, alla riduzione dell’impatto ambientale, allo sviluppo del terziario avanzato, alla digitalizzazione, alle nuove aperture e all’incremento temporaneo di attività. Il contratto collettivo dà un’indicazione delle causali, che siano poi sempre declinate in modo puntuale nel contratto individuale.
Questo per venire incontro alle esigenze di flessibilità delle aziende, soprattutto in determinati momenti dell’anno. Siccome il contratto collettivo le determina, viene meno dal 1° aprile 2024 la possibilità di inserire delle causali a livello individuale, oltre a queste previste dal contratto collettivo. Inoltre, c’è sempre la possibilità, sul secondo livello, di sviluppare una contrattazione collettiva che vada a individuare ulteriori causali.
Per quanto riguarda i tempi determinati e la stagionalità, questo rinnovo non è intervenuto sul vecchio testo contrattuale; viene quindi confermato l’impianto dell’articolo 75 riferito alle ipotesi di stagionalità in località turistiche, con il rinvio al secondo livello territoriale per individuare le località a prevalente vocazione turistica. Alla luce anche della famigerata sentenza della Corte Costituzionale, è importante – oltre a individuare l’elenco delle località a vocazione turistica – fare riferimento anche alla tipologia di attività e ai periodi, onde evitare di incorrere in problematiche.
Vorrei, per concludere, fare una carrellata delle novità del contratto del turismo, che come visto è rimasto come contratto unico, valido fino al 31 dicembre 2027. È stato fatto un focus importante su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, andando a istituire un’apposita commissione che se ne occuperà; e c’è stata una valorizzazione del secondo livello di contrattazione, perché è il territorio che coglie le opportunità e le necessità, delle aziende come dei lavoratori. C’è stato inoltre un rafforzamento della tutela della genitorialità e del tema delle pari opportunità; è da sottolineare infine l’implementazione delle figure professionali dei singoli settori: per fare un esempio, nel comparto degli alberghi sono state inserite delle figure professionali legate al mondo del benessere.