Come consorzio fino ad oggi abbiamo lavorato per creare un equilibrio tra APT. Non possiamo sempre dirci semplicemente che siamo bravi: oggi porteremo tre esempi, dall’Alto Adige, dall’Italia e dall’Europa, dove tocca a loro dire se noi siamo bravi, e tocca a noi percepire se c’è qualcosa da copiare.
Se non si conosce la storia non si può intravedere il futuro. Bisogna capire cos’erano le APT fino a soli dieci anni fa. Siamo frutto non di una, ma di diverse leggi. Ci fu addirittura una legge che individuò le APT come tour operator: ci rubavamo i clienti uno con l’altro, fu un disastro.
Ora, come sistema Trentino, siamo calati nel numero di posti a disposizione e siamo invece cresciuti quanto a percezione economica. Questa è la strada da seguire. Quando prima c’erano 15 APT e 5 consorzi si faceva invece leva sul prezzo.
La cosa più difficile è creare equilibrio tra APT grandi e piccole, creare dei solidi rapporti. Abbiamo soprattutto ottenuto il concetto di non avere in Trentino 12 APT divise che si fanno concorrenza, ma al contrario, abbiamo oggi le APT più famose che fanno da traino alle altre. Se in un momento di crisi le APT più importanti iniziano a fare leva sul prezzo, le altre soffrono, e le ultime muoiono; noi dobbiamo fare esattamente l’opposto, anche grazie all’ottima legge che abbiamo creato insieme.