È un piacere portarvi il saluto della Fondazione Campana dei Caduti in questo confronto dedicato a un tema così stimolante. È un anno particolare per noi: il 2025 segna infatti i cento anni della Campana dei Caduti, creata nel 1925 con il metallo fuso dei cannoni della Prima Guerra Mondiale, come simbolo di memoria, di fraternità tra i popoli e di speranza in un futuro di pace e di riconciliazione. Cent’anni dopo, questa voce che risuona ogni sera dal colle di Miravalle continua a ricordarci quanto siano preziosi il silenzio e la pace, e quanto resti ancora da fare per costruirla giorno dopo giorno, soprattutto attraverso le nuove generazioni. Non a caso la Fondazione dedica gran parte del proprio impegno all’educazione alla pace, accogliendo studenti e giovani, promuovendo laboratori, scambi, momenti di riflessione e di dialogo culturale. Lungi dal rappresentare un concetto astratto, la pace si identifica con una dimensione civica e culturale da costruirsi nel tempo, attraverso esperienze concrete e condivise.
In questo spirito desidero ricordare una delle iniziative a noi più care, il progetto Sentiero della pace, che la Fondazione ha portato avanti negli anni 2014 e 2015; un cammino lungo le montagne del nostro Trentino, nei luoghi che furono teatro del tragico conflitto, trasformati in un itinerario di memoria, di riconciliazione e di riscoperta. Il percorso si snoda per 520 chilometri lungo quello che un tempo fu il confine tra Italia e Impero Austroungarico. Un susseguirsi di trincee, di mulattiere, di arroccamenti, di strade militari e anche di panorami che tolgono il fiato, di emozioni che entrano nell’anima. Il Sentiero della Pace unisce non solo i paesaggi, ma anche le persone e le storie, rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra dolore e speranza, tra memoria e viaggio consapevole. Il progetto della Fondazione mira proprio a un lungo viaggio avviando il dialogo con l’Istituto europeo degli itinerari culturali, con l’obiettivo di inserire il Sentiero della Pace tra gli itinerari riconosciuti a livello europeo. Puntiamo così a creare una rete di realtà che possano dare vita a una vera cultura del pellegrinaggio civile, attraverso per esempio il passaporto del pellegrino, gli alloggi, le mostre, i concerti e con una cartellonistica che accompagni chi cammina anche nella consapevolezza storica e spirituale dei luoghi che attraversa.
Oggi più che mai il turismo non può limitarsi a proporre luoghi da visitare, deve proporre esperienze che parlino all’anima. In ogni città, in ogni borgo, in ogni comunità si custodisce infatti un patrimonio immateriale di valori, di memoria e di relazioni, ed è da lì che nasce il vero senso dell’accoglienza, e anche la possibilità di un turismo capace di educare, rispettare e unire. In conclusione, la Campana dei Caduti con la sua storia centenaria e la sua voce inconfondibile è un esempio, un luogo di identità, di spiritualità laica, di incontro tra culture. Un luogo che testimonia come la pace e il fascino dei luoghi visitati creano delle situazioni privilegiate.