La chiave di lettura, indipendentemente dalla strada che vorremmo far intraprendere al turismo del nostro territorio, è che deve essere un gioco di squadra. Non esiste un turismo forte senza un’industria altrettanto forte, senza la nostra agricoltura, senza l’artigianato, senza il mondo edile, senza i servizi, senza il commercio, senza il mondo della cooperazione che raccoglie tante anime economiche del nostro territorio. È un motore che gira insieme, ed è l’insieme di queste energie che può determinare il successo di questo territorio.
Mi viene in mente la parola ‘equilibrio’. Non ci può essere l’aspettativa – sebbene sia evidentemente un pilastro fondamentale della nostra economia – che da solo il turismo determini il destino positivo e l’evoluzione e lo sviluppo di questo territorio. Non ce lo possiamo permettere perché siamo troppo piccoli (questo è un limite ma è anche una nostra specialità), e perché il nostro territorio crescerà se sapremo scegliere insieme qual è la destinazione che vogliamo prendere.
Rifacendomi alle parole chiave individuate dal direttore scientifico per questa edizione, mi sento di dire che tutte le keyword hanno una logica; ma pensando alla necessità di fare squadra sul territorio, penso che la più importante sia “visione”. Senza la definizione di una visione condivisa andiamo in ordine sparso, rischiando di disperdere energie, senza riuscire a mettere a terra l’auspicio di un Trentino produttivo, attrattivo, accogliente, inclusivo, obiettivi su cui tutti tendiamo a convergere.