Un intervento come quello odierno sta a significare che il nostro piccolo ma grande territorio mette insieme varie forze e vari soggetti che si occupano di gestire il territorio stesso. Noi consulenti del lavoro siamo per norma dei soggetti tecnici e terzi, che hanno l’obiettivo di applicare le norme esistenti al fine di agevolare i datori di lavoro nel gestire nel modo più corretto possibile i rapporti di lavoro subordinato. Il nostro obiettivo è interpretare, far conoscere e far applicare le normative affinché i datori di lavoro possano gestire in modo sereno i dipendenti.
Si è già parlato di welfare, di territorialità, di forza umana. Credo che in occasioni del genere si debba promuovere l’idea che sempre più spesso, a partire da oggi, ma soprattutto in futuro, il personale non debba essere visto come un centro di costo ma come un’opportunità; un investimento, soprattutto se fatto nel modo giusto, con gli incentivi che le norme ci offrono, con gli strumenti giusti, grazie all’intervento dei consulenti del lavoro (che mirano a portare conoscenza). Allora, se il sistema legge il personale come opportunità, riusciremo a raggiungere gli obiettivi che l’assessore prima ha presentato. Qualità e attrattività, che vanno a racchiudere quelle che ad oggi sono le esigenze che i clienti ci richiedono quotidianamente. Ci richiedono flessibilità, che deve essere letta nell’ottica di creare continuità, qualità e attrattività, perché solo con un personale che rispecchia queste caratteristiche il datore di lavoro riesce a creare attrattività, sia nei confronti dei clienti che nei confronti dei lavoratori stessi.
La burocrazia c’è, è impossibile pensare che non esista; deve però essere tradotta in un’opportunità, nella lettura degli incentivi, nello scovare le migliori opportunità per i datori di lavoro, per ‘utilizzare’ nel modo più efficiente possibile il lavoratore. Con efficienza non dobbiamo intendere esclusivamente l’aspetto economico; giustamente prima si è parlato di sistema. Il lavoratore, come il datore di lavoro, come il cliente, come le organizzazioni sindacali, come la politica, come i consulenti, fa parte del sistema Trentino. Ognuno di noi deve contribuire nell’interpretare la normativa e nel suggerire eventuali evoluzioni, per arrivare a una vittoria dell’intero sistema. Credo che sia questa la sfida che dobbiamo portare avanti affinché la burocrazia necessaria punti a ottenere il risultato dello sviluppo del nostro territorio.
Ad oggi, soprattutto negli ultimi anni, viviamo una velocissima evoluzione delle esigenze. Abbiamo un modello che non è più rispondente alle necessità della società, lo si diceva prima. I contratti ci sono, e sicuramente con i continui rinnovi si avvicinano sempre di più le necessità di flessibilità. Oggi abbiamo un contratto integrativo del settore in Trentino, che risponde in parte alla tematica della stagionalità; certo è che non dobbiamo leggere i contratti come se fossero scolpiti su pietra. Incontri come quello odierno devono essere uno spunto propositivo, affinché le parti abbiano la voglia di mettersi in gioco per rendere i contratti più appetibili, considerando l’evoluzione dei tessuti sociali in cui viviamo.
Oggi ci sono strumenti per gestire la flessibilità: strumenti utili, che vengono utilizzati, che vanno promossi con attenzione, perché il concetto di flessibilità non deve ricadere nella parte oscura della medaglia. I contratti ci sono ma possono e devono sicuramente rimanere continuamente aggiornati rispetto alle esigenze della società odierna.