Cerca interventi

Mostra tutti

Condividi

XXVI BITM- Stefano Righi e i grandi impianti idroelettrici come attrattori turistici

Categoria: Marketing per il turismo

Anno: 2025

XXVI BITM- Stefano Righi e i grandi impianti idroelettrici come attrattori turistici

Relatore: Stefano Righi | Area Mercato – Gruppo Dolomiti Energia

Tag associati: SostenibilitàSviluppo economicoFuturo del turismoInfrastruttureIdentitàCambiamenti climatici


Voglio presentare un prodotto identitario: i nostri (intendo dire del nostro territorio) impianti da fonte rinnovabile devono essere così. Parlo degli impianti gestiti da Dolomiti Energia, che può vantare una produzione quasi al 100% da fonte rinnovabile, con una produzione di quasi 6 miliardi di kWh, principalmente da fonte idroelettrica. Inoltre, unicum della nostra società è vendere solo energia ottenuta da fonte rinnovabile; siamo il primo operatore nazionale per quanto riguarda gli operatori a sola energia rinnovabile. Circa 1600 MW sono di origine idroelettrica, e stiamo crescendo anche sul fotovoltaico e sull’eolico, perché dobbiamo differenziare la produzione: ce lo impone una direttiva europea, che stabilisce degli obblighi affinché la produzione da energia rinnovabile debba essere sempre più rilevante nel mix energetico. Da qui al 2030 in Italia la produzione da rinnovabili deve aumentare in modo quasi esponenziale. 
Quando si parla di transizione energetica il dibattito è molto ampio. Ma una cosa è certa: la transizione va fatta, per non causare perdite a livello di PIL degli Stati membri, perdite che sono state calcolate come insostenibili. Nel 2025 non dovremmo più emettere anidride carbonica, è un obiettivo molto ambizioso, e gli impianti di cui parliamo sono alla base di questo percorso.

Il progetto Hydrotour Dolomiti è partito nel 2014 con l’intento di diffondere la conoscenza di queste strutture. I risultati sono stati oltre le aspettative, con 130mila visite dal 2014 oggi; siamo l’unico operatore che tiene le centrali costantemente aperte, sempre disponibili al pubblico.  
Come è partito tutto questo? Guardando indietro, lungo i fiumi trentini nel tempo sono cresciuti gli insediamenti, per sfruttare i corsi d’acqua in vari modi, si pensi ai mulini; tra fine Ottocento e Novecento si è iniziato a produrre energia idroelettrica. In Trentino ci sono 52 impianti, metà dei quali sono di grande derivazione, con bacini e dighe di sbarramento, con un impatto importante, ma con una buona coesione con il territorio, anche in termini di rispetto dell’ambiente.

Il percorso parte da due centrali simbolo oggi disponibili al pubblico, a Riva del Garda e a Santa Massenza. Sono molto diverse tra loro. Quella di Riva del Garda è nata nel 1930, per volontà del famoso architetto di D’Annunzio Giancarlo Maroni, che ha creato una struttura che si fonde in modo emblematico nella città, senza avere l’aspetto di una centrale; l’altra, a Santa Massenza, è interamente in caverna. Costruita negli anni Cinquanta, con il lavoro di 8.000 persone in dieci anni e con un tributo di vite umane importante. Ma ha dato possibilità di occupazione in una zona molto povera. 

La logica del progetto Hydrotour Dolomiti non è di spinta in termini promozionali per la visita: vogliamo infatti essere un supporto alle realtà territoriali che hanno un core business nel turismo. 

Articoli che potrebbero interessarti

Presentazione

Presentazione degli Atti della XXIII edizione della BITM

Relatore/i: Gloria Bertagna Libera - Presidente di Iniziative Turistiche per la Montagna

Leggi intervento

Presentazione

Presentazione della XXIII BITM

Introduzione di Alessandro Franceschini

Relatore/i: Alessandro Franceschini - Responsabile scientifico della BITM

Leggi intervento

Sfide del turismo montano

BITM XXIII - L'intervento di Michele Lanzinger

Relatore/i: Michele Lanzinger - Direttore del Museo delle Scienze di Trento

Leggi intervento